Informazioni editoriali
Scritto da: Dott. Jacopo Musolino
Qualifica: Medico Chirurgo; specialista in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore; Master in Medicina Funzionale.
Revisione degli aspetti psicologici e psicosessuologici: Dott.ssa Serena Vitale
Qualifica del revisore: Psicologa clinica e della salute; Psicosessuologa clinica.
Pubblicato il: 13 agosto 2026
Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2026
“Sono gonfio: sarà SIBO?”
Negli ultimi anni la crescita batterica eccessiva nel piccolo intestino è diventata una spiegazione molto popolare. A volte è davvero parte del problema. In altri casi un test poco chiaro trasforma un sintomo comune in cicli ripetuti di antibiotici e diete.
La SIBO esiste, ma richiede una valutazione più precisa di una lista di sintomi trovata online.
Che cos'è la SIBO
SIBO significa small intestinal bacterial overgrowth, cioè sovracrescita batterica del piccolo intestino. Indica la presenza di quantità o tipi di batteri inappropriati nel tenue, associati a conseguenze cliniche.
Il piccolo intestino non è sterile. Il problema non è avere batteri, ma un'alterazione che produce sintomi o malassorbimento nel giusto contesto.
Nei quadri più importanti possono comparire carenze nutrizionali e perdita di peso. Nelle forme lievi i sintomi si sovrappongono a molti disturbi digestivi.
Quali sintomi può dare
I più riportati sono:
- gonfiore e distensione;
- gas;
- dolore o fastidio addominale;
- diarrea;
- talvolta stitichezza;
- nausea e pienezza;
- nei casi più severi, calo di peso o carenze.
Nessuno di questi sintomi è specifico. Possono comparire in intestino irritabile, stitichezza, intolleranza al lattosio, celiachia, dispepsia, problemi del pavimento pelvico e molte altre condizioni.
Non è possibile riconoscere la SIBO dal tipo di gonfiore, dall'odore dei gas o dalla risposta a un singolo alimento.
Chi ha un rischio maggiore
La crescita eccessiva è favorita soprattutto da situazioni che rallentano il transito o modificano l'anatomia e le difese intestinali. Tra i fattori da valutare ci sono:
- interventi che creano anse o modificano il tenue;
- stenosi o diverticoli del piccolo intestino;
- disturbi importanti della motilità;
- sclerosi sistemica;
- alcune neuropatie o malattie neurologiche;
- diabete con complicazioni autonomiche;
- uso di farmaci che rallentano l'intestino, come alcuni oppioidi;
- altre condizioni scelte dal medico in base alla storia.
L'associazione con inibitori di pompa protonica è discussa e non dimostra che chiunque li assuma abbia SIBO. Non si sospende una terapia necessaria sulla base di questa paura.
Come si diagnostica
Il metodo diretto è aspirare e coltivare liquido dal piccolo intestino durante endoscopia. È invasivo, può contaminarsi e non campiona tutto l'intestino. Non è un gold standard perfetto né viene usato di routine per ogni caso.
Nella pratica si ricorre spesso al breath test. Dopo aver bevuto glucosio o lattulosio, vengono misurati idrogeno e metano nell'aria espirata. Questi gas sono prodotti dai microrganismi e passano nel sangue fino ai polmoni.
Il test è non invasivo, ma preparazione e interpretazione sono fondamentali.
Glucosio o lattulosio?
Il glucosio viene assorbito nella parte iniziale del tenue. Può essere più specifico, ma rischia di non rilevare una sovracrescita più distale.
Il lattulosio attraversa tutto l'intestino. Può però raggiungere rapidamente il colon e produrre un aumento precoce di idrogeno che sembra SIBO. Le linee guida non sono completamente concordi su quale substrato sia migliore in ogni situazione.
Questo è uno dei motivi per cui un referto “positivo” non dovrebbe essere letto senza conoscere tempi, valori, preparazione e transito.
Metano: non è propriamente SIBO
I microrganismi che producono metano sono archei, non batteri, e possono trovarsi anche nel colon. Per questo oggi si usa il termine intestinal methanogen overgrowth, o IMO.
Il metano è associato soprattutto a stitichezza e rallentamento del transito. Chiamarlo “SIBO al metano” è comune, ma meno preciso.
La distinzione può cambiare interpretazione e trattamento. Non basta vedere un numero sopra soglia per spiegare ogni sintomo.
Perché possono esserci falsi risultati
Il breath test può essere influenzato da:
- antibiotici recenti;
- lassativi o farmaci per la motilità;
- dieta e digiuno prima dell'esame;
- fumo ed esercizio durante il test;
- transito intestinale molto rapido;
- modalità di raccolta e analisi;
- produzione individuale dei gas.
Esempio pratico: in una persona con diarrea e transito rapido, il lattulosio può raggiungere presto il colon. I batteri del colon producono idrogeno e il picco può essere interpretato come sovracrescita nel tenue.
Non significa che il test sia inutile. Significa che non è una fotografia perfetta.
Quando ha senso fare il test
Il test è più utile quando sintomi e storia rendono la SIBO plausibile e il risultato può cambiare il trattamento. Usarlo come screening per qualsiasi gonfiore aumenta diagnosi incerte.
Prima possono essere più importanti:
- storia e andamento dell'alvo;
- farmaci;
- precedenti interventi;
- celiachia o altre malattie quando indicate;
- stitichezza e difficoltà evacuative;
- segni di malassorbimento;
- qualità tecnica del laboratorio.
Una consulenza online può rivedere questi elementi e i referti, ma il test e gli eventuali approfondimenti vanno eseguiti attraverso servizi adeguati.
Come si tratta
Il trattamento cerca sia di ridurre la sovracrescita sia di affrontare il fattore che la favorisce. Può includere antibiotici scelti dal medico, correzione di carenze e gestione di motilità o alterazioni anatomiche.
Le recidive possono verificarsi, soprattutto se il fattore predisponente resta. Ripetere antibiotici a ogni episodio di gonfiore senza rivalutare diagnosi e causa può produrre effetti indesiderati e confusione.
Le prove su probiotici, prodotti erboristici e diete come cura capace di “eradicare” la SIBO sono insufficienti o non uniformi. Una dieta può ridurre fermentazione e sintomi, ma non dimostra di aver eliminato la sovracrescita. Restrizioni prolungate possono impoverire la dieta e aumentare paura del cibo.
La prospettiva di Studiopsicomedicina
Ricevere un nome può dare sollievo, soprattutto dopo anni di gonfiore. Ma una diagnosi fragile può anche creare l'idea di avere un intestino contaminato e da controllare continuamente.
La SIBO va presa sul serio senza trasformarla nella spiegazione universale di ogni sintomo digestivo o extraintestinale.
Il percorso più utile parte dalla probabilità clinica, riconosce i limiti dei test e misura la risposta senza colpevolizzare la persona per ciò che mangia.
Fonti principali
- 1.Pimentel, M., et al. (2020). ACG Clinical Guideline: Small Intestinal Bacterial Overgrowth. American Journal of Gastroenterology, 115, 165-178. https://doi.org/10.14309/ajg.0000000000000501
- 2.Quigley, E. M. M., et al. (2020). AGA Clinical Practice Update on Small Intestinal Bacterial Overgrowth. https://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(20)34928-3/fulltext
- 3.Rezaie, A., et al. (2017). Hydrogen and Methane-Based Breath Testing in Gastrointestinal Disorders: The North American Consensus. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28323273/
- 4.Tansel, A., & Levinthal, D. J. (2023). Understanding Our Tests: Hydrogen-Methane Breath Testing. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10132719/
- 5.American College of Gastroenterology. Small Intestinal Bacterial Overgrowth (SIBO). https://gi.org/topics/small-intestinal-bacterial-overgrowth-sibo/
- 6.Kashyap, P., et al. (2024). Critical appraisal of the SIBO hypothesis and breath testing: a clinical practice update endorsed by ESNM and ANMS. Neurogastroenterology & Motility, 36, e14817. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38798120/
Questo articolo ha finalità informative. Non iniziare antibiotici, diete restrittive o sospensioni di farmaci sulla base dei soli sintomi o di un test non interpretato clinicamente.
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