Informazioni editoriali
Scritto da: Dott. Jacopo Musolino
Qualifica: Medico Chirurgo; specialista in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore; Master in Medicina Funzionale.
Revisione degli aspetti psicologici e psicosessuologici: Dott.ssa Serena Vitale
Qualifica del revisore: Psicologa clinica e della salute; Psicosessuologa clinica.
Pubblicato il: 2 agosto 2026
Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2026
Quando si parla di pavimento pelvico, il consiglio più comune è “fai gli esercizi di Kegel”. Ma non tutti hanno bisogno di contrarre di più.
In alcune persone i muscoli sono già troppo attivi, restano in tensione o non riescono a rilasciarsi durante minzione, evacuazione o penetrazione. In questo caso altri esercizi di rinforzo, eseguiti senza valutazione, possono aumentare i sintomi.
Che cos'è il pavimento pelvico
È un insieme di muscoli e tessuti che chiude la parte inferiore del bacino. Sostiene gli organi pelvici e partecipa a continenza, evacuazione, postura e funzione sessuale.
Un muscolo sano non deve essere soltanto capace di contrarsi. Deve anche rilasciarsi, adattarsi alla pressione e coordinarsi con respiro e altri muscoli.
“Ipertonico” o “sovra-attivo” descrive un pavimento pelvico con tono elevato o difficoltà di rilassamento. Non significa che sia necessariamente forte. Un muscolo sempre contratto può essere doloroso, affaticabile e poco coordinato.
Quali sintomi può dare
I sintomi possibili includono:
- dolore pelvico, vulvare, vaginale, perineale o rettale;
- dolore all'ingresso o in profondità durante la penetrazione;
- difficoltà a inserire assorbenti interni o dispositivi;
- urgenza o frequenza urinaria;
- difficoltà a iniziare la minzione o sensazione di non svuotare;
- stitichezza, sforzo o evacuazione incompleta;
- dolore dopo l'orgasmo;
- fastidio stando seduti;
- tensione a anche, coccige, addome o zona lombare.
La stessa lista può comparire in molte altre condizioni. I sintomi orientano, ma non permettono l'autodiagnosi.
Perché i muscoli restano in protezione
L'aumento del tono può avere più origini:
- risposta a endometriosi, vulvodinia o infezioni dolorose;
- dolore dopo un intervento, parto o trauma fisico;
- abitudine a trattenere urina, feci o gas;
- stitichezza e spinta ripetuta;
- attività che mantengono una contrazione elevata;
- stress e stato di allerta;
- paura di una penetrazione dolorosa;
- problemi dell'anca, schiena o parete addominale.
Spesso non esiste un singolo evento. Il muscolo può avere imparato a proteggere una zona e continuare anche quando quella protezione non è più utile.
Esempio pratico: dopo mesi di dolore mestruale, una persona contrae involontariamente addome e pelvi. Con il tempo sente bruciore anche durante i rapporti. Curare l'endometriosi resta importante, ma può servire anche insegnare ai muscoli a rilasciarsi.
Stress non significa “tutto psicologico”
Quando siamo in allerta, mandibola, spalle e pavimento pelvico possono aumentare il tono. Questo avviene automaticamente.
Lo stress può quindi aggravare una tensione, ma non è l'unica causa. E sentirsi dire “rilassati” raramente aiuta: se il sistema associa il rilascio a dolore o pericolo, serve un apprendimento graduale e sicuro.
Anche ansia e paura possono essere conseguenze del sintomo. Chi ha provato dolore durante molte visite o rapporti ha buone ragioni per anticiparlo.
Come si valuta
La storia clinica considera minzione, intestino, ciclo, dolore, attività e sessualità. Una valutazione in presenza da parte di un professionista formato può osservare respiro, postura, movimento e funzione muscolare.
L'esame interno, quando utile, valuta tono, dolore, coordinazione e capacità di rilascio. Deve avvenire soltanto con consenso e può essere modificato o rimandato.
Una consulenza online può offrire educazione e raccogliere la storia, ma non può confermare da sola l'ipertono. La palpazione e la valutazione funzionale richiedono presenza.
Perché i Kegel possono non essere la risposta
Gli esercizi di Kegel allenano la contrazione. Sono utili in alcuni problemi, ma se il muscolo non sa rilasciarsi possono aumentare pressione e dolore.
Prima di rinforzare, può essere necessario recuperare:
- consapevolezza senza controllo continuo;
- respirazione coordinata;
- rilascio;
- mobilità;
- capacità di contrarre e poi lasciare andare.
Anche quando serve forza, il programma deve considerare il punto di partenza.
Come si tratta
La fisioterapia specializzata può includere educazione, respirazione, lavoro manuale, mobilità, biofeedback ed esercizi personalizzati. Le evidenze non sono uguali per ogni tecnica e il trattamento non dovrebbe essere una sequenza standard.
È importante curare anche ciò che mantiene la protezione:
- dolore ginecologico o vulvare;
- stitichezza;
- problemi urinari;
- dolore muscolo-scheletrico;
- paura e anticipazione;
- difficoltà sessuali e relazionali.
Dilatori o lavoro graduale sul contatto possono essere utili in alcuni percorsi, ma non devono essere imposti né usati per “sopportare”. Il ritmo è concordato con la persona.
Che cosa si può fare nell'attesa
Senza una valutazione non è prudente prescrivere esercizi specifici. In generale può essere utile evitare di contrarre volontariamente il pavimento pelvico tutto il giorno, non trattenere a lungo bisogni fisiologici e non spingere in modo eccessivo.
Se un esercizio aumenta dolore, bruciore o difficoltà a urinare, va sospeso e discusso con il professionista.
La prospettiva di Studiopsicomedicina
Un muscolo in protezione non è un corpo che tradisce. È un corpo che ha imparato a difendersi.
La cura non consiste nel costringerlo a cedere, ma nel creare condizioni in cui possa tornare a muoversi, contrarsi e rilassarsi con sicurezza.
Quando medicina, fisioterapia e lavoro psicologico o psicosessuologico comunicano, la persona non deve più scegliere se il problema sia nel corpo o nelle emozioni.
Fonti principali
- 1.European Association of Urology. (2025). Guidelines on Chronic Pelvic Pain: management of pelvic floor muscle pain. https://uroweb.org/guidelines/chronic-pelvic-pain/chapter/management
- 2.American College of Obstetricians and Gynecologists. (2020). Chronic Pelvic Pain: Practice Bulletin No. 218. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32080051/
- 3.Prendergast, S. A. (2017). Pelvic Floor Physical Therapy for Vulvodynia: A Clinician's Guide. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28778646/
- 4.Berghmans, B. (2018). Physiotherapy for pelvic pain and female sexual dysfunction. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29318334/
Questo articolo ha finalità informative e non permette di diagnosticare il tono del pavimento pelvico. Gli esercizi vanno scelti dopo una valutazione adeguata.
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